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L'ANGOLO DELLE REGIONI D'ITALIA

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EMILIA-ROMAGNA

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FERRARA

FERRARA, 9m. Circa 145.000 abitanti. Santo Patrono, San Giorgio. Festa Patronale, 23 aprile.

Situata nel quadrante nord-orientale della regione, vanta la competenza dell'area meridionale del Delta del Po e delle Valli di Comacchio. La città conserva quasi intatto il centro medievale-rinascimentale, con importanti inserti settecenteschi.

UN PO' DI STORIA:

La traccia più antica della città è rappresentata da un gruppo di strade che, nell'insieme, determinano una conformazione a cuneo rivolto verso nord, anomalo anche per l'andamento a labirinto dei tracciati interni. Questa struttura è stata interpretata come nucleo difensivo o “castrum” e si adagia sulla Ripagrande, asse viario generatore dello sviluppo e della crescita della città. Esso era a nord del Po, con una precisa collocazione rispetto a potenziali invasioni. Venne edificato dagli Esarchi verso la fine del VII sec., a seguito della distruzione della sede Vescovile di Voghenza con conseguente trasferimento del seggio episcopale nel “polesine” di San Giorgio, una sorta di isola protetta dalle acque della grande palude.

L'avvio dei meccanismi degli scambi e dei mercati mise in moto la creazione di un nucleo edificato che la storia definisce con il nome di Ferrara a partire dal 760 circa.

Intorno al 1000 il Papa investì il marchese Tedaldo di Canossa del controllo sul polo urbano che si stava delineando. Questi fece erigere un castello sul Po, a occidente del castrum bizantino, e cominciò a collegare i due poli di difesa con una cinta di mura ad andamento est-ovest, il cui tracciato è leggibile nella sequenza di alcune strade del centro storico (via Saraceno, via Mazzini e via Garibaldi).

La collocazione fece di Ferrara una città dal commercio fiorente ma nel 1152 la rotta di Ficarolo, poco a monte, deviò il ramo principale del Po nel Po di Venezia, mutando radicalmente l'idrografia del territorio con conseguente mutamento e indebolimento dell'economia.

Dopo la morte di Matilde di Canossa (1115) nasce il libero Comune i cui statuti, del 1173, sono incisi in lastre di pietra ancora esistenti alla base del fianco meridionale della nuova cattedrale di S. Giorgio, edificata nel 1135 oltre le mura di Tedaldo. Frattanto emerge la dinastia degli Estensi che, con Azzo VI, regge la città come podestà nel 1196 e poi a seguire nel 1208.

Un periodo difficile per Ferrara si è avuto durante il XVI sec. a causa di continue alluvioni del Po, sia negli anni di Ercole che sotto il ducato di Alfonso II (1559-97). Inoltre il 1528 fu l'anno della “peste grande” e nel 1593 una carestia fece almeno diecimila “veri poveri”. Per finire, nel 1570 e nel 1591 una serie di scosse telluriche danneggiò la città e le sue campagne. Nonostante questo periodo difficile, la corte estense di Ferrara fu rappresentata da illustri personaggi tra i quali Giovanni Bellini, Tiziano, Ludovico Ariosto, Biagio Rossetti, G.B. Aleotti e del fondatore dell'arte strumentale moderna, Girolamo Frescobaldi.

Anni di tranquillità e benessere si ebbero tra il 1700 e il 1737 sotto il cardinale legato e vescovo Tommaso Ruffo, il quale compì i grandi lavori di trasformazione della Cattedrale, la edificazione del nuovo Vescovado, la riparazione e il rinnovamento di chiese e di palazzi. Suoi architetti furono Francesco Mazzarelli, Giulio Panizza, Vincenzo Santini e il romano Tommaso Mattei al quale si deve l'erezione di Ferrara a sede arcivescovile essendo Papa Clemente XII (1735).

Gli anni che vanno dal 18 giugno 1796, data di arrivo dei francesi, al 21 giugno 1859, data nella quale Austriaci e papalini lasciarono la fortezza al popolo insorto, rappresentarono un periodo di continua tensione, con pochi interessi per i problemi urbani nonostante furono compiute opere di valore come il Teatro comunale.

Dopo la distruzione della fortezza venne attuato un processo di pace e di ricostruzione della propria economia che portò ad una accelerazione della ripresa dei commerci dovuta principalmente al sistema delle ferrovie.

Dopo il 1945, due piani regolatori, il primo dei quali firmato da Giovanni Michelucci, e la posizione di punta assunta dal governo municipale nella tutela e nella valorizzazione del suo centro storico, vogliono fare di Ferrara un polo di riferimento europeo della difesa dell'ambiente urbano e architettonico.

Castello Estense


COSA VISITARE IN BREVE:
  • CHIESA DI SAN PAOLO
  • CATTEDRALE
  • MUSEO DEL DUOMO
  • PALAZZO COMUNALE
  • CASTELLO ESTENSE
  • CHIESA DI SAN DOMENICO
  • PALAZZO BENTIVOGLIO
  • CHIESA DI S. STEFANO
  • MONASTERO DI S. ANTONIO IN POLESINE
  • COMPLESSO DI S. GIORGIO
  • BASILICA DI S. FRANCESCO
  • PALAZZO PARESCHI
  • CASA ROMEI
  • PALAZZO SCHIFANOIA
  • PALAZZO COSTABILI (detto di Ludovico il Moro)
  • MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
  • PALAZZO DI GIULIO D'ESTE
  • PALAZZO DEI DIAMANTI
  • PINACOTECA NAZIONALE
  • CASA DI LUDOVICO ARIOSTO
  • BASILICA DI S. BENEDETTO
  • CIVICO MUSEO DI STORIA NATURALE
  • PALAZZO ROVERELLA
  • CHIESA DEI TEATINI

Ferrara E DINTORNI::

  • PARCO REGIONALE DEL DELTA DEL PO
  • ANTICA FATTORIA ESTENSE (la DIAMANTINA)
  • VALLI DI COMACCHIO
  • ABBAZIA DI S. BORTOLO


Castello Estense

-fossato pieno d'acqua-


LA CITTA' MEDIEVALE:

la città si suddivide in due fasce che chiameremo “il quartiere di comando” dove, a seguito della modificazione del percorso del Po Grande, si concentrò la crescita urbana e “le vie d'acqua” ossia l'area su cui era dislocato l'insediamento originario, strettamente legato alle attrezzature portuali e al commercio fluviale.

-- Il quartiere di comando:

PIAZZA DEL TRAVAGLIO:

una volta rappresentò il luogo delle esecuzioni ed è definita dalla PORTA PAULA (o Paola o porta Reno), disegnata da G.B. Aleotti, isolato elemento di connotazione storica dell'ingresso cittadino dal lato meridionale.

CHIESA DI SAN PAOLO:

affacciata su piazzetta Schiatti è stata rifatta a partire dal 1573 su strutture duecentesche da Alberto Schiatti. Impianto a croce latina a tre navate, conserva un patrimonio di dipinti e sculture ricchissimo per qualità e quantità , che ne fa una delle più significative chiese della città. A destra l'architettura della chiesa continua con il vasto complesso, articolato attorno a due chiostri, dell'ex convento dei Carmelitani di San Paolo, del quale si ha notizia dal 1330, ma che venne rinnovato ed assunse l'aspetto attuale nel 1597. Dopo le soppressioni napoleoniche fu adibito a carcere; restaurato, è oggi occupato da uffici comunali.

TORRE DELL'OROLOGIO:

rifatta su strutture duecentesche nel 1603 da G.B. Aleotti, essa è ancora collegata, con un volto trecentesco, ad ambiti di quella che in antico doveva essere la residenza del Luogotenente criminale, e, con un volto moderno, a un insignificante edificio di Marcello Piacentini (1957), prospettante sulla piazza Trento e Trieste.

Chiostro di San Romano


Torre dell'Orologio


CATTEDRALE:

con facciata tripartita, conserva gli austeri caratteri romanici del disegno di Nicolò. I caratteri gotici del registro superiore collegano la cattedrale con le grandi fabbriche chiesastiche padane. Nella lunetta sopra il portale centrale vi è “San Giorgio che uccide il drago” e una iscrizione di difficile leggibilità “Artificem gnarum qui sculpserit hec Nicolaum / Huc concurrentes laudent per saecula gentes” ossia “Coloro che qui verranno lodino nei secoli Nicolò, famoso artefice, che scolpì queste immagini”. Il protiro è sorretto da due leoni e da telamoni, copie (1829) degli originali collocati nell'atrio, ed è sormontato da una loggetta a bifore che reca una Madonna col Bambino in terracotta , di Cristoforo da Firenze (1427); nel timpano e nella trabeazione, il Giudizio universale, fiancheggiato da lunette con i dannati e gli eletti. I portali erano riservati, agli uomini quello di destra, sormontato da un busto femminile di età romana popolarmente noto come Madonna Ferrara, mentre alle donne quello di sinistra che consentiva l'accesso ai matronei. A sinistra è presente l'iscrizione che ricorda il passaggio di Ferrara allo Stato della Chiesa. Compiendo il giro della Cattedrale in senso antiorario, si osserva per primo il suggestivo FIANCO DESTRO, alleggerito da due ordini di gallerie schermate da colonnine dai disegni variati, sopra le quali emergono i grandi volumi degli spazi interni. Il fianco è coperto in basso dalla LOGGIA DEI MERCIAI, edificata nel 1473 per dare sistemazione alle botteghe che dal sec. XIV si erano addossate alla struttura della Cattedrale. Il MUSEO DEL DUOMO si trova in un salone soprastante l'atrio della Cattedrale, e comprende dipinti, arazzi, corali, reliquiari, sculture ed elementi architettonici di notevole valore artistico, rimossi dalla Cattedrale.

PALAZZO COMUNALE:

dislocato davanti alla grande facciata marmorea della Cattedrale, è il composito di un insieme di edifici. Quello in forma di “BROLETTO”, che ospita la sede di rappresentanza del comune, è l'antico Palazzo ducale, rifatto nel 1924 in linee neo-trecentesche, sulle strutture della prima residenza della famiglia d'Este; lo affianca la coeva TORRE DELLA VITTORIA, con cella divenuta oggi sacrario di tutti i Caduti (scultura in bronzo dorato raffigurante “La Vittoria del Piave incatenata, di Arrigo Minerbi del 1918.

Cattedrale di San Giorgio


Palazzo Comunale


CASTELLO ESTENSE:

monumento emblematico della città, sorge isolato al centro di un ampio anello d'acqua. I suoi possenti volumi si sono strutturati nei secoli attraverso fasi costruttive distinte ma tutte coerentemente concepite, sì che la fusionedell'architettura militare medievale con le forme classiche di quella civile del Cinquecento dà luogo a caratteri di mirabile equilibrio. Alla preesistente TORRE DEI LEONI (sec. XIII), che difendeva una delle porte della città, Bartolino da Novara, architetto ducale di Niccolò II, innestò nel 1385 un blocco di costruzioni di pianta quadrata, dal quale emergevano altre tre torri (Marchesana a sud-est, S. Paolo a sud-ovest ornata dell'aquila estense, Santa Caterina a nord-ovest) munite di rivellini. Se la funzione di questa intrapresa era stata in origine esclusivamente militare (si osservi, sulla torre dei Leoni, un bassorilievo araldico con la scritta longobarda “Wor-Bas”, sempre avanti), gli sviluppi edilizi successivi, accogliendo le raffinatezze dei palazzi principeschi, registrano l'evoluzione a scopo residenziale. Con Ercole I, nel 1477, il Castello divenne infatti la dimora dei duchi e delle loro famiglie. Famosi architetti si dedicarono ad ingentilirne le forme, tra i quali Girolamo da Carpi (<ì>il giardino degli Aranci (1554)), Alberto Schiatti e G.B. Aleotti.

--le “vie d'acqua”::

CHIESA DI SAN DOMENICO:

è una costruzione del 1710-26, dovuta a Vincenzo Santini, che capovolse l'orientamento della chiesa precedente del 1230 e racchiuse, nella nuova monumentale facciata (statue di Andrea Ferreri), il campanile originario e la vecchia sagrestia, ora cappella Canani per i sepolcri, di G.B. Canani e del fratello cardinale Giulio.

Castello Estense


Pozzo del Castello Estense

-cortle interno-


PALAZZO BENTIVOGLIO:

edificato nel Quattrocento ma in gran parte rifatto nella seconda metà del secolo successivo per volontà di Cornelio Bentivoglio, generale di Alfonso II d'Este. Ha un'importante facciata di gusto manieristico, singolare a Ferrara per la ridondanza di ornamenti marmorei, trofei, targhe e statue, da taluni attribuita all'Aleotti, ma probabilmente di Pirro Ligorio. All'interno soffitti e decorazioni della bottega dei Filippi (sala dei Putti, sala delle Divinità marine).

RIPAGRANDE:

via che coincide con l'antico alveo del Po Grande, fino al 1152 limite sud-occidentale della città. Tra questo e la riva destra del canale di S. Stefano, nel corso del Medioevo si formò un quartiere residenziale, secondo una trama geometrica fatta di strade parallele ed equidistanti, che formavano lotti si superficie identica; era un quartiere riservato a cittadini obbligati, in caso di pericolo, in quanto assegnatari di un terreno, a prendere le armi in difesa della città.

MONASTERO DI S. ANTONIO IN POLESINE:

insediamento altomedievale, fondato dagli Eremitani di S. Agostino su un'isola del Po, entrato a far parte della città con l'ampliamento urbano di Borso del 1451. Nel 1254, Beatrice II d'Este, figlia del marchese Azzo Novello, aveva fondato una comunità religiosa, trasferitasi nel 1257, dopo aver aderito alla regola benedettina, nel monastero di S. Antonio in Plesine, ceduto dagli Eremitani. La fondatrice vi morirà nel 1264 e sarà beatificata nel 1270. Di grandiosa impostazione scenografica è la decorazione affrescata da Francesco Ferrari, che raffigurò nella volta, entro quadratura illusionistica, la Madonna col Bambino e i Ss. Benedetto e Antonio abate e busti di santi benedettini.



Fonti Bibliografiche: EMILIA ROMAGNA Guide d'Italia - Touring Club Italiano
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