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L'ANGOLO DELLE REGIONI D'ITALIA

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EMILIA-ROMAGNA

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PARMA

PARMA, 57m. Circa 175.000 abitanti. Santo Patrono: Sant' Ilario. Festa patronale: 13 gennaio.

Situata lungo la via Emilia e attraversata dal torrente da cui prende il nome, costituisce un centro di polarizzazione per il settore occidentale della regione. Offre istituzioni e monumenti da grande città, quasi in contrasto con il suo carattere ambientale, tipico di un centro medio della val padana.

UN PO' DI STORIA:

Parma ha origine dalla colonia romana fondata nel 183 a.C., quattro anni dopo la definitiva sistemazione della Via Aemilia.

Il centro venne dotato in età imperiale di un teatro, un anfiteatro e di varie terme. Risale, probabilmente, all'età augustea la costruzione sul torrente di un primo ponte in pietra. Le bonifiche, avviate nella bassa pianura fiancheggiante il Po con la centurazione, promossero forme organizzate di sfruttamento agricolo, ma fu l'allevamento ovino a costituire la principale risorsa.

Sede vescovile dal IV sec., è probabile che la città abbia goduto di una effimera rinascita sotto il dominio di Teodorico (489-526), anche se tale ipotesi non trova sostegno ni ritrovamenti archeologici.

Durante la dominazione bizantina, invece, come sede dell'erario imperiale ricevette l'attributo di “Chrysopolis”, ossia città d'oro. Tra le “maglie larghe” dell'organizzazione feudale, crebbe già nel X sec. il peso politico del vescovo. L'area dell'antico Foro, la piazza Grande, divenne il fulcro politico e commerciale della città; la porzione a nord delle mura, il centro religioso.

Dopo un incendio nel 1058 e l'alluvione del 1177-79, si crearono le premesse per un riordino della città, sancito da nuove norme edilizie, da cantieri civili e religiosi, ma soprattutto dalla nuova cinta muraria del 1210.

La mancata affermazione di una signoria locale aprì la strada a potenti vicini: dopo gli Estensi e gli Scaligeri, fu la volta dei Visconti che conquistarono la città nel 1341. Intervallata da brevi parentesi, l'occupazione politico-militare dei milanesi durò fino al 1500.

All'alternanza di Francesi e Pontifici tra il 1500 e il 1521, fece seguito il definitivo ingresso di Parma nell'orbita della Chiesa. Questo evento giustifica la decisione del Papa Paolo III che nel 1545 assegnava Parma e Piacenza in feudo al nipote Pier Luigi Farnese.

Nei suoi limiti attuali la città storica corrisponde solo parzialmente al perimetro delle due ultime cinte murarie (1210 e 1364), essendo impossibile tracciare, a Parma, un confine netto tra centro antico ed espansioni otto-novecentesche. Realizzato tra il 1901 e il 1932, l'anello dei viali di circonvallazione si discosta sensibilmente dal tracciato delle mura, pur collegandone le porte. Oggi esso ingloba consistenti aree edificate ne XIX e XX sec.

Battistero e torre del Duomo


COSA VISITARE IN BREVE:
  • -- L'AREA DELLA CITTA' ROMANA E IL CENTRO COMUNALE:
  • PIAZZA GARIBALDI (già PIAZZA GRANDE fino al XIX sec.)
  • PALAZZO DEL COMUNE
  • CHIESA DELLA MADONNA DELLA STECCATA
  • -- IL CENTRO RELIGIOSO:
  • PIAZZA DEL DUOMO
  • IL DUOMO
  • IL BATTISTERO
  • IL PALAZZO DEL VESCOVADO
  • COMPLESSO BENEDETTINO DI S.GIOVANNI EVANGELISTA
  • CAMERA DEL CORREGGIO
  • -- IL CENTRO DUCALE:
  • PALAZZO DELLA PILOTTA
  • PALAZZO FARNESE

Parma E DINTORNI::

  • CERTOSA DI PARADIGNA
  • CERTOSA DI PARMA
  • PARROCCHIALE DI SAN GEMINIANO
  • PALAZZO DUCALE DI COLORNO


Teatro Regio


L'AREA DELLA CITTA' ROMANA E IL CENTRO COMUNALE::

PIAZZA GARIBALDI (già PIAZZA GRANDE fino al XIX sec.):

è il centro della vita cittadina, in parte coincidente con l'area del “forum” che si estendeva a sinistra della via Aemilia (oggi strada della Repubblica a est e strada Mazzini a ovest). L'aspetto attuale della piazza presente un carattere eterogeneo, conseguenza delle successive fasi di formazione e delle più recenti alterazioni novecentesche lungo il lato ovest.

PALAZZO DEL COMUNE:

nell'angolo sud-est di piazza Garibaldi, disegnato da G.B. Magnani (1627) e completato nel 1673, è un massiccio volume laterizio scandito da paraste, nicchie e riquadri (che richiamano il fronte interno del palazzo Farnese a Piacenza) interamente loggiato a pianterreno. All'esterno, monumento a Correggio di Agostino Ferrarini (1879) e sul lato opposto del palazzo una fontana disegnata da Paolo Toschi (1829), sormontata dal gruppo in rame di Ercole e Anteo, opera di Teodoro Vandersturck. Uno scalone ottocentesco sale al piano superiore, ove nell'atrio, nella sala del Consiglio 8ornata di affreschi di Cecrope Barilli e Girolamo Magnani) e nello studio del sindaco si consernano dipinti di Annibale Carracci, Bernardino e Gervasio Gatti, Frans Denys e Ilario Spolverini.

CHIESA DELLA MADONNA DELLA STECCATA :

splendida chiesa costruita a partire dal 1521 a spese del Comune per contenere un'immagine della Madonna ritenuta miracolosa, originariamente collocata sul muro di un piccolo oratorio, detto “dello steccato” per un riparo in legno che frenava l'afflusso dei fedeli; consacrata nel 1539, venne elevata nel 1718 a chiesa magistrale dell'ordine Costantiniano di S. Giorgio. La fabbrica si presenta come una potente aggregazione di volumi, prismi e semi-cilindri, aperti da eleganti finestre e bifore, sormontata da una cupola in biancone e rosso di Verona, ornata da una loggia e sormontata da lanterna: un impianto di tipo bramantesco che sancisce l'affermazione della cultura rinascimentale a Parma.

- IL CENTRO RELIGIOSO: :

PIAZZA DEL DUOMO :

cinta da un insieme monumentale di eccezionale bellezza: di fronte, la facciata del DUOMO, sulla destra, il Battistero e, in distanza, l'alto campanile di S. Giovanni Evangelista; alle spalle, il Palazzo del Vescovado.

Ponte Verdi sul torrente Parma

-- sfondo Palazzo Pilotta --


Piazza Garibaldi


DUOMO:

dedicato all'Assunta e costituisce una delle maggiori espressioni dell'architettura romanico-padana, opera di maestri centro-lombardi già sensibili al verticalismo gotico. La facciata a capanna, in blocchi di arenaria, è traforata da tre ordini di arcatelle, il superiore disposto parallelamente agli spioventi e accompagnato da una fila di archetti intrecciati e da una serie di protomi marmoree. L'interno a croce latina, di aspetto grandioso e suggestivo, in cui al fascino dell'architettura medievale si somma per le sculture di Benedetto Antelami e per la decorazione pittorica di Correggio. Le tre navate sono ripartite da pilastri alternati, polistili e cruciformi, sui quali si impostano volte a crociera con archi trasversi; alla navata centrale affacciano le eleganti quadrifore dei matronei, ampi e praticabili, posti al disopra delle crociere ribassate delle navatelle. Transetto e presbiterio sono rialzati sulla cripta. Di grandissimo interesse la decorazione della CUPOLA, sulla quale si svolge L'Assunzione della vergine, composizione affrescata da Correggio tra il 1526 e il 1530. Il BATTISTERO, uno dei capolavori dell'architettura gotica europea, brillante e originale testimonianza di una cultura artistica e costruttiva giunta a un alto grado di perfezione, fu iniziato, come si legge nell'architrave del portale nord, nel 1196, e già nel1216, anno di celebrazione del primo battesimo, era edificato e scolpito probabilmente fino alla base del secondo ordine di logge.

PALAZZO DEL VESCOVADO:

originario del XI sec., venne trasformato nel corso del Duecento. All'inizio del XVI sec. fu completato il cortile e tamponato il portico esterno; nel XVIII sec. furono apportate altre radicali modifiche, poi cancellate nel ripristino neo-medievalista (1914-30). Nell'interno è notevole il grande cortile, riportato nel 1960 all'aspetto cinquecentesco.

Duomo


Affresco cupola del Duomo


COMPLESSO BENEDETTINO DI S.GIOVANNI EVANGELISTA:

fondato nel X sec., ma ricostruito a cavallo tra del XV e XVI sec. mentre del 1604-7 è la facciata in marmo della chiesa, disegnata da Simone Moschino e realizzata da G.B. Carrà detto il Bissone. Il campanile è opera di G.B. Magnani del 1613. L'interno a croce latina , a tre navate con transetto e cupola all'incrocio dei bracci, rivela, nonostante il riferimento al Duomo romanico, una chiara sensibilizzazione al nuovo linguaggio rinascimentale. Il vano della CUPOLA è coperto dal celebre CICLO AFFRESCATO di Correggio (1520). Sul retro del monastero, al n.1 di borgo Pipa, è l'accesso alla STORICA SPEZIERIA DI S.GIOVANNI EVANGELISTA documentata dal 1201, ma probabilmente di origine ancor più antica, fu fondata e gestita dai benedettini fino al 1766, allorché venne secolarizzata. Fu in seguito acquistata dallo Stato, ripristinata e aperta al pubblico nel 1959. In strada Macedonio Melloni vi è l'accesso al cortile alberato sul cui fondo è l'ingresso alla cosiddetta CAMERA DEL CORREGGIO, luogo eminente della cultura cittadina, era originariamente parte dell'appartamento privato delle badesse, ristrutturato e decorato a oartre dal 1514 per volere di Giovanni da Piacenza, sotto il cui priorato il convento conobbe un periodo di intensa e vivacissima vita culturale, testimoniato tra l'altro proprio dal ciclo affrescato dall'Allegri nel 1519.

-- CENTRO DUCALE:

PALAZZO DELLA PILOTTA:

prende il nome dal gioco della “pelota” che veniva praticato in uno dei cortili. Più che un palazzo sembra un insieme incoerente di volumi, congelato nella sua identità incompiuta. Sorse a partire dalla seconda metà del Cinquecento attorno alla Rocchetta viscontea, per volere di Ranuccio I, in funzione di contenitore di servizi alla corte e allo stato. Tra il 1602 e il 1611, su disegno di Simone Moschino vengono realizzate le due corti maggiori (della Pilotta e del Guazzatoio) e una minore (della Rocchetta), senza che il progetto venga condotto a compimento. Sede di molti avvenimenti, con i Farnese divenne sede di biblioteca e di quadreria; dopomla spoliazione del 1732, il ministro Du Tillot provvide a sistemarvi la quadreria dell'Accademia di Belle Arti (1752), i reperti provenienti dagli scavi di Veleia (1760) e le collezioni librarie acquistate da P.M. Paciaudi (1761), un patrimonio che è all'origine delle istituzioni costituite nel primo Ottocento, ossia la Galleria nazionale (1822), il Museo d'Antichità e la biblioteca Palatina (1834). L'atrio monumentale è opera del Moschino; lo scalone a forbice, coperto da cupola, è modellato sull'esempio dell'Escorial. Al mezzanino si apre l'ingresso al Museo Archeologico nazionale, fondato da don Filippo di Borbone nel 1760, in funzione dell'esplorazione di Veleia da lui promossa nello stesso anno. Al piano superiore è la Biblioteca Palatina, una delle maggiori d'Italia, inaugurata nel 1769. L'originario nucleo di 40 mila pezzi bibliografici si arricchì a causa di acquisti, dono e lasciti e conta oggi, quasi 700 mila volumi, più di 6600 manoscritti, oltre 70.000 autografi, 3000 incunaboli e quasi 51.000 stampe e incisioni in legno e rame, molte delle quali assai rare. Sempre al piano superiore vi è l'ingresso alla Galleria nazionale, una delle più interessanti pinacoteche italiane, formatasi attraverso le raccolte dell'Accademia di Belle Arti, il collezionismo borbonico, le soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, l'intervento di Maria Luigia e l'acquisto di numerose collezioni private come la Sanvitale, Dalla Rosa, Callani eccetera. Divenuta nazionale nel 1945, è stata oggetto di un radicale programma di ristrutturazione nel 1974, sulla base del progetto curato dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Parma e dall'architetto Guido Canali.

PALAZZO FARNESE:

uno dei più imponenti e suggestivi teatri storici del mondo, vera sorpresa all'interno dell'austero Palazzo della Pilotta. Espressione del potere politico ed economico del Duca Ranuccio I, ed anche sommo esempio della grande tradizione spettacolare delle corti padane tra il Cinquecento ed il Seicento. Venne realizzato in origine con materiali poco durevoli (legno, stucco, paglia e stracci), e ricostruito con gli stessi materiali negli anni '50 dopo le distruzioni a seguito dei bombardamenti alleati del maggio 1944. Ideatore e realizzatore fu G.B. Aleotti (detto l'Argenta) tra il 1617 e il 1618, incaricato dell'opera in occasione delle nozze, poi rinviate, di Odoardo Farnese con Margherita de' Medici, figlia di Cosimo II. Inserita in un vano di dimensioni eccezionali (22 m di altezza, 87 m di lunghezza, 32 di larghezza), è costituito da una vasca cavea semi-ovale, con 14 gradoni sormontati da due ordini di logge sovrapposte – dorico e ionico – a serliane, derivate dalle soluzioni proposte da Palladio nella Basilica di Vicenza, terminanti in un attico a balconata. Ai lati del proscenio sono presenti, su alti basamenti, le statue equestri di Alessandro e Ottavio Farnese. Dopo la ricostruzione il teatro si presenta spoglio della vasta ricca decorazione pittorica e plastica, fatta eccezione per gli ornati murali che si inseriscono tra le serliane e nelle pareti laterali e di fondo, realizzati da Lionello Spada, dal Dentone e da collaboratori. Raggiunto il palcoscenico, attraverso un percorso obbligato che permette di recuperare originali e inedite visioni del teatro, si entra, per una passerella sospesa su un cortile coperto, nel lungo corridoio dell'ala ovest del palazzo, suddiviso in settori corrispondenti alla diversa cronologia e appartenenza alle varie scuole pittoriche italiane e straniere.

Palazzo Ducale


Parco Ducale


Laghetto con isolotto

-- Parco Ducale --


Palazzo della Pilotta




Fonti Bibliografiche: EMILIA ROMAGNA Guide d'Italia - Touring Club Italiano
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